4 novembre 1184
Lucio III
Sinodo di Verona 
Decreto «Ad abolendam» 
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Fonte: MANSI, Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio, XXII, Venezia, 1778, coll. 476-478 online
 
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LT

Et quoniam nonnulli sub specie pietatis [...] auctoritatem sibi vindicant praedicandi [...], omnes, qui vel prohibiti vel non missi, praeter auctoritatem ab Apostolica Sede vel episcopo loci susceptam publice vel privatim praedicare praesumpserint, et universos, qui de sacramento corporis et sanguinis Domini nostri Iesu Christi vel de baptismate seu de peccatorum confessione, matrimonio vel reliquis ecclesiasticis sacramentis aliter sentire aut docere non metuunt, quam sacrosancta Romana Ecclesia praedicat et observat, et generaliter quoscumque eadem Romana Ecclesia vel singuli episcopi per dioeceses suas cum consilio clericorum, vel clerici ipsi, Sede vacante, cum consilio, si oportuerit, vicinorum episcoporum haereticos iudicaverint, pari vinculo perpetui anathematis innodamus [...].

E siccome alcuni, col pretesto della religione [...], si arrogano il diritto di predicare [...], noi leghiamo con lo stesso vincolo di perpetuo anatema chiunque ardirà di predicare, in pubblico o in privato, il quale sia interdetto, o non mandato, o privo dell'autorità della Sede Apostolica o dell'ordinario del luogo; come pure quanti circa il sacramento del corpo e del sangue del Signore nostro Gesù Cristo, il battesimo, la confessione dei peccati, il matrimonio o gli altri sacramenti della Chiesa ardiscono pensare ed insegnare contrariamente a quanto ritiene e predica la santa Romana Chiesa; inoltre quanti altri venissero dichiarati eretici dalla stessa Chiesa Romana, dai vescovi con i rispettivi consigli nelle singole diocesi, oppure, in caso di sede vacante, dallo stesso clero – se necessario – col consiglio dei vescovi viciniori [...].