8 dicembre 1950
Pio XII
Pio XII 
Discorso «Annus sacer» 
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Fonte: Discorsi e radiomessaggi di Pio XII, 12 (1950-'51), pp. 341 ss.
 
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[...] volumus etiam breviter attingere de studio religiosorum Institutorum mutatis temporibus sese accommodandi et pulchro foedere simul nova et vetera iungendi.

Si iuvenes haec audiunt «oportet nostrae esse aetatis», «oportet ausus nostros aetati nostrae aequare» insolita animi ardore flammescuunt et, si religiosae militiae sub signis merent, eo summopere cupiunt futuri religiosi laboris molimina convertere. Quod quidem aliqua ex parte aequum est. Plerumque enim contigit, ut legiferi patres religiosorum Institutorum novum suum excogitarent opus, quo emergentibus neque moram patientibus Ecclesiae necessitatibus vel muneribus occurrerent; itaque cum suo tempore sua exaequabant incepta. Quodsi vultis patriis insistere exemplis, eo modo quo ipsi se gesserunt, ita et vos agite. Aequalium vestrorum, inter quos vivitis, scrutamini opiniones, iudicia, mores et, si ibi particulae boni et iusti inveniantur, pretiosis hisce elementis potimini; aliter eos collustrare, iuvare, sublevare, ducere non valetis.

At est Ecclesiae patrimonium, quod iam ab eius primordiis indemne est, quod labentibus aevis non variatur, humani generis necessitatibus et votis congruentissimum: pars eius praecipua catholica fides est, quam quidem contra nova pericula recens quoque per Encyclicas Litteras «Humani generis» Nos tutati sumus. Quam, nullo temeratam naevo, diligentissime servantes, hoc persuasissimum habete ei inesse perquam pollentes vires, quibus quodlibet valeat informare aevum.

Finis praeterea status perfectionis pars est eiusdem patrimonii, quae quidem vobis summo consequenda est studio, [...]. Hoc ipso patrimonio continetur veritas, ita celsa, ita praecipua, ut unum reputetur iter ad perfectionem abnegatio sui ipsius ob Christi amorem. Id autem nullo modo ea, quae mutantur, tempora mutant.

Attamen sunt, et multa quidem, rerum adiuncta, ubi potestis et debetis hominum et temporum ingenio et necessitatibus obsecundare. [...].

Attamen in ista, quam exquiritis, congruentia cum mutatae aetatis necessitatibus iudicio Nostro summopere interest, ut sagaci indagatione investigetis, quid spiritualium virium in aequalibus lateat, quibus abditis desideriis ii ferantur, quinam iisdem sincerus sit animi vultus. Non illum intellegimus vultum, qui damnanda et exprobranda prodit, qui cupidinum tumultus et venena vitiorum exprimit. Attamen in hominibus, utpote hominibus et, eo vel maxime, utpote christianis, etsi deerrant et noxiis implicantur, inest haud parum boni, inest optatum maioris boni. Hisce a vobis obsequendum est motibus, hisce occurrendum est votis, cauta autem habita ratione, ut non accipiatis a saeculo, quod triste et iniquum id tenet, sed ei vestrum inseratis quod probum et sanctum sit et salubribus illius impulsionibus consonum. Quod igitur in aliis timide bonum est curantes, expolientes, augentes, ex eo veluti ex auri particulis pretiosa fingite vasa, ex eo veluti ex rivulis deducite amnes.

Tratto da: www.vatican.va - online

Vogliamo [...] toccare brevemente del desiderio degli istituti religiosi di adattarsi ai tempi mutati e di unire con armonico vincolo l'antico e il moderno.

Se i giovani sentono dire: «Bisogna essere del nostro tempo», «Bisogna che le nostre imprese siano all'altezza del nostro tempo», s'entusiasmano straordinariamente, e, se militano nella vita religiosa, in quella direzione bramano di orientare i tentativi delle future fatiche religiose. Ciò da una parte è giusto; perché per Io più i fondatori degli istituti religiosi hanno escogitato la loro nuova opera per venire incontro a nuovi e urgenti bisogni e compiti della Chiesa, rispondendo così alle esigenze del loro tempo. Se volete quindi seguire gli esempi dei vostri padri, operate com'essi operarono. Investigate le tendenze, le opinioni e le abitudini dei vostri contemporanei tra i quali vivete, e, se vi trovate qualche cosa di buono e di giusto, fate vostri questi preziosi elementi; altrimenti non riuscirete mai ad illuminarli, aiutarli, sollevarli, guidarli.

C'è però un patrimonio della Chiesa che già fin dai suoi primordi è intangibile, che nella vicenda dei secoli non si muta, sempre perfettamente corrisponde alle necessità e alle aspirazioni del genere umano; ne è parte principale la fede cattolica, che anche recentemente con la «Humani generis»1 abbiamo difesa contro i nuovi pericoli. Conservatela amorosamente immacolata d'ogni difetto, nell'incrollabile certezza che essa ha tale vigoria di forza da poter informare qualsiasi età.

Appartiene allo stesso patrimonio anche il fine dello stato di perfezione che voi dovete conseguire con tutto l'impegno [...]. Fa parte dello stesso patrimonio la verità, tanto alta e tanto importante, del proprio rinnegamento per amore di Cristo come unico cammino alla perfezione. Tutto ciò non può assolutamente mutare col mutar dei tempi.

Però vi sono molti particolari nei quali potete e dovete adattarvi ai bisogni degli uomini e dei tempi. [...].

Tuttavia, in questo sforzo che voi dovete fare di adattarvi alle esigenze dei vostri giorni, stimiamo che sia della massima importanza che con sagace indagine ricerchiate quanto di forze spirituali si celi nei vostri contemporanei, da quali reconditi desideri essi siano mossi, e quale sia il vero aspetto dei loro animi. Non intendiamo riferirci a quell'aspetto che mostra quanto c'è in loro di riprovevole e di biasimevole, e manifesta la guerra della cupidigia e il veleno dei vizi, quando negli uomini, proprio perché uomini, e molto più se cristiani, anche se erranti e peccatori, resta non poco di bene e si nasconde un desiderio di bene maggiore. Tocca a voi secondare questi moti, andare incontro a questi desideri, però con prudenza, sicché il mondo non v'infetti con quanto ha di cattivo e di peccaminoso, ma piuttosto voi gli apportiate bontà, santità e quanto corrisponde alle sue salutari tendenze. Così coltivando, perfezionando ed accrescendo. il bene che c'è negli altri, da quello, come da pagliuzze d'oro, modellate vasi preziosi; come da rivoli formate fiumi.

1 Pio XII, Enciclica «Humani generis» (1950).